I più grandi marcatori del Campionato di Serie A

Questa lista è stata redatta solo in base al numero delle reti fatte, non in base alle mie passioni... ma tranquilli, farò anche quella dei miei marcatori preferiti!
(tutte le info vengono da varie fonti su Wikipedia)

Creata il 10 aprile 2013 - 11:46

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7 I più grandi marcatori del Campionato di Serie A

Kurt Hamrin

190 gola in serie A, 400 presenze.
Kurt Hamrin (Stoccolma, 19 novembre 1934) è un ex calciatore svedese, di ruolo attaccante. Hamrin è il quinto figlio di un imbianchino. Dopo aver militato con lo Huvudsta IS e il Råsunda IS per un anno ciascuno, Hamrin passò all'AIK Stoccolma, con cui debuttò diciannovenne in prima divisione, il 10 maggio 1953 contro l'IFK Malmö[1]. Il calcio svedese non era ancora professionistico, così il club non riconosceva alcuno stipendio ai calciatori, ma solo un compenso a partita: cinquanta corone (circa 15 euro) in caso di vittoria o pareggio, mentre le sconfitte non erano remunerate; ciò costringeva Hamrin a svolgere la summenzionata professione di zincografo. Giovanni Agnelli, presidente della Juventus, lo notò durante una partita tra Portogallo e Svezia e decise di ingaggiarlo, pagando quindicimila dollari. L'avvio di Hamrin fu positivo, con due gol all'esordio contro la Roma ed ulteriori marcature contro Torino, Inter ed Udinese, ma poi intervennero tre infortuni consecutivi che portarono a ritenere che la caviglia del calciatore fosse eccessivamente fragile, sebbene egli si lamentò del fatto che i tempi di guarigione fossero stati troppo accelerati.
Nella squadra allenata da Nereo Rocco, suo estimatore che gli diede il soprannome di Faina, Hamrin realizzò venti gol in trenta partite, contribuendo fattivamente al raggiungimento del terzo posto in campionato, miglior piazzamento nella storia patavina.
L'ottima stagione gli valse il passaggio alla Fiorentina, al tempo in cerca di un'ala destra che sostituisse il campione Julinho. Con Hamrin, in nove anni la squadra di Firenze terminò il campionato due volte seconda, una terza, tre quarta, una quinta, una sesta e una settima. Dal 1967, col Milan Hamrin vinse finalmente lo scudetto, conquista cui si aggiunse la Coppa delle Coppe nel 1968 (suoi i due gol in finale all'Amburgo) e la Coppa dei Campioni l'anno seguente. A 37 anni chiuse la carriera col Napoli, con cui militò per due stagioni (solo la seconda da titolare). Il giornale sportivo la Gazzetta dello Sport lo ha definito come «un'ala destra elegante e micidiale. Aveva tiro e segnava con facilità. Aveva fantasia e visione di gioco. Era lieve e veloce, in campo volava: lo chiamano Uccellino. Era un grande opportunista: con dribbling stretti, scatti, guizzi e allunghi puntava sempre l'avversario cercando il tunnel o il rimpallo». Era inoltre ambidestro sia nel palleggio che nel tiro.

6 I più grandi marcatori del Campionato di Serie A

Roberto Baggio

205 gola in serie A, 452 presenze.
Roberto Baggio (Caldogno, 18 febbraio 1967) è un dirigente sportivo ed ex calciatore italiano, di ruolo attaccante.
Considerato uno dei migliori giocatori della storia del calcio mondiale, occupa la 16ª posizione (primo italiano) nella speciale classifica dei migliori calciatori del XX secolo pubblicata da World Soccer, ed è stato inserito da Pelé nel FIFA 100, la lista dei 125 più grandi calciatori viventi divulgata il 4 marzo 2004.
È soprannominato il Divin Codino a causa della singolare acconciatura. Nato a Caldogno 18 febbraio 1967, è sesto degli otto figli di Matilde Rizzotto e Fiorindo Baggio (fra cui vi è Eddy, anch'egli ex calciatore). Si sposa nel 1989 con la coetanea Andreina Fabbi, conosciuta a quindici anni, da cui ha tre figli.
È un devoto buddhista, aderente alla Soka Gakkai, dal 1º gennaio 1988, tanto che ha aperto una sala di riunione a Thiene.
Dopo il ritiro dall'attività agonistica il suo nome è stato da più parti accostato ad un possibile ruolo dirigenziale all'interno della Juventus, in particolare per quanto riguarda la carica di vicepresidente, successivamente allo scandalo esploso nelle fasi finali del campionato 2005-2006.

5 I più grandi marcatori del Campionato di Serie A

José João Altafini

216 gola in serie A, 459 presenze.
José João Altafini, noto in Brasile anche come Mazzola per la somiglianza con Valentino Mazzola (Piracicaba, 24 luglio 1938), è un ex calciatore e attualmente commentatore televisivo brasiliano. Di origini italiane, ha fatto parte della Nazionale di calcio del Brasile, con cui si è laureato campione del mondo nel 1958, e dal 1961 di quella italiana. Cresciuto nel Palmeiras vi vinse il campionato juniores paulista in una squadra che usava il modulo del doppio centravanti[1]; esplose non ancora ventenne nella nazionale brasiliana che vinse i campionati del mondo del 1958 in Svezia, segnando due reti in tre partite. Acquistato dal Milan, confermò anche in Italia le sue doti di cannoniere.
In sette stagioni al Milan, vinse due scudetti (1958-59 e 1961-62) ed una Coppa dei Campioni (1962-63) realizzando, in quella edizione del torneo, ben 14 reti, record della competizione. Nella partita con l'Union Luxembourg, vinta per 8-0, segnò ben cinque reti, record tuttora imbattuto e che divide con altri otto atleti.
Lasciato il Milan, dove nacque la sua reputazione di calciatore poco incline agli scontri fisici con i difensori avversari, anche per le polemiche per dualismi con Amarildo e Paolo Ferrario, giocò per sette anni a Napoli. Alla fine del 1972 approdò insieme a Dino Zoff alla Juventus. Chiuse la carriera indossando la maglia del Chiasso e del FC Mendrisiostar (oggi FC Mendrisio-Stabio) nel campionato svizzero. Alla fine degli anni sessanta Josè Altafini fu protagonista di una traversìa famigliare riguardante il suo ex-compagno di squadra al Milan Paolo Barison, che ebbe una vasta eco sulla stampa scandalistica. Infatti Altafini (all'epoca già sposato con una ragazza brasiliana) si era innamorato di Annamaria Galli, moglie di Barison. La donna, madre dei suoi tre figli Paola, Andrea e Federica, andò poi a vivere con Altafini lasciando il marito. A partire dagli anni ottanta lavora come commentatore televisivo ed analista.

4 I più grandi marcatori del Campionato di Serie A

Giuseppe Meazza

216 gola in serie A, 367 presenze.
Giuseppe Meazza (Milano, 23 agosto 1910 – Rapallo, 21 agosto 1979) è stato un attaccante. Considerato da molti esperti il più grande giocatore italiano di tutti i tempi e uno dei più grandi in assoluto, è stato campione del Mondo con la Nazionale italiana nel 1934 e nel 1938. Nato nel popolare quartiere di Porta Vittoria, iniziò a giocare a 6 anni sui campetti di Greco Milanese e Porta Romana in un gruppo di bambini che lui definì i Maestri Campionesi inseguendo una palla fatta di stracci. Scartato dal Milan a causa del fisico mingherlino, a 14 anni compiuti entrò a far parte dell'Internazionale disputando il campionato ragazzi. Sono da ricordare di lui la tecnica eccezionale, il dribbling ubriacante e le celebri punizioni a foglia morta con cui aggirava la barriera. Leggendaria anche la sua tecnica nel battere i rigori, caratterizzata da un doppio passo; in proposito si ricorda anche un curioso episodio: durante il match contro il Brasile, nella semifinale dei Mondiali del '38, apprestandosi a battere un rigore, gli si ruppe l'elastico dei calzoncini; ciò nonostante, sostenendo con una mano i detti calzoncini, calciò il rigore con la consueta finta, spiazzando il portiere brasiliano. Dopo il ritiro dal calcio giocato divenne giornalista e poi allenatore, anche se non raggiunse mai i suoi livelli da calciatore. Allenò la Pro Patria, in varie circostanze la sua Inter, e anche la Nazionale nel biennio 1952-53. Fu anche il primo allenatore italiano ad allenare una squadra straniera, il Besiktas, per cinque mesi a partire dal gennaio 1949.[9] La cosa a cui si dedicò maggiormente fu quella di insegnare calcio ai ragazzi; divenne responsabile del settore giovanile dell'Inter e fu lui che scoprì Sandro Mazzola. Alla sua morte gli venne intitolato lo Stadio milanese di San Siro.

3 I più grandi marcatori del Campionato di Serie A

Gunnar Nordahl

225 gola in serie A, 291 presenze.
Gunnar Nordahl (Hörnefors, 19 ottobre 1921 – Alghero, 15 settembre 1995) è stato un calciatore svedese, celebre attaccante degli anni quaranta e cinquanta, cinque volte capocannoniere della Serie A. Nordahl a differenza di altri giocatori poco conosciuti arrivò a quota reti tirando solo due rigori, ma tra tutti i 75 calciatori che finora hanno raggiunto quota cento è quello con la media gol a partita più alta: 0,77.
È tuttora il miglior marcatore nella storia del Milan. Debuttò con gli svedesi del Degerfors e poi passo all'IFK Norrkoping, con cui vinse 4 titoli di Svezia, segnando complessivamente in Svezia 149 reti in 172 partite. Nordahl, soprannominato Il Pompiere per il lavoro che faceva in patria, passò al Milan nel gennaio del 1949. Capitano dei rossoneri, vinse due scudetti e una Coppa Latina, segnò in totale 225 gol in Serie A e conquistò 5 titoli di capocannoniere. Era un centravanti molto forte sul piano atletico in virtù del suo terrificante fisico del tutto al di sopra di ogni media per ciò che riguarda un centravanti di peso, con i suoi 90 chili distribuiti su un rispettabilissimo (per l'epoca) metro e ottanta di altezza e nonostante tutto era anche molto veloce nella corsa e dotato di notevole potenza di tiro, oltre che un giocatore molto corretto. Giocò due stagioni anche nella Roma realizzando 15 gol e diventandone per un breve periodo anche l'allenatore. Con i compagni e connazionali Gunnar Gren e Nils Liedholm formava nel Milan il fortissimo trio svedese soprannominato Gre-No-Li. Gunnar Nordahl aveva anche altri 4 fratelli che giocarono a calcio a livello professionistico: Knut (che disputò anche due stagioni con la Roma), Bertil (che giocò in Italia nell'Atalanta) ed i gemelli Gösta e Göran.

2 I più grandi marcatori del Campionato di Serie A

Francesco Totti

227 gola in serie A, 529 presenze.
Francesco Totti (Roma, 27 settembre 1976) è stato attaccante della Roma e Campione del mondo con la Nazionale italiana nel 2006. Nel corso della sua carriera professionistica ha sempre militato nella Roma, squadra della quale è anche capitano. Per la squadra romana è il miglior realizzatore di tutti i tempi e il calciatore con più presenze nell'intera storia giallorossa, sia per quanto riguarda il campionato sia per le coppe europee.
È attualmente al secondo posto della classifica dei marcatori della Serie A e primo tra i giocatori in attività. Il 21 gennaio 2012, superando il record di Gunnar Nordahl di 211 gol, è diventato il giocatore che ha segnato di più in Serie A con un'unica squadra.
Nella lista dei marcatori italiani di tutti i tempi Totti ha segnato 302 gol. Nel 2004 è stato incluso nella FIFA 100, una lista dei 125 più grandi giocatori viventi, selezionata da Pelé e dalla FIFA in occasione delle celebrazioni del centenario della federazione. È stato inoltre 5 volte (record assoluto) Migliore calciatore italiano eletto dall'Associazione Italiana Calciatori. Nel gennaio del 2012, dopo una ricerca della International Federation of Football History & Statistics, Totti è risultato il calciatore più popolare d'Europa, piazzandosi davanti ad Alessandro Del Piero e Cristiano Ronaldo.

1 I più grandi marcatori del Campionato di Serie A

Silvio Piola

274 gola in serie A, 537 presenze.
(Robbio, 29 settembre 1913 – Gattinara, 3 ottobre 1996) Iniziò giovanissimo la carriera nella Pro Vercelli, esordendo sedicenne in Serie A nel campionato 1929-1930, nel pareggio dei vercellesi contro il Bologna per 2-2 del 16 febbraio 1930 e diventando titolare l'anno seguente. Si dimostrò subito un goleador segnando 13 reti all'età di 17 anni. Nell'estate 1934 lascia Vercelli dopo aver segnato con la casacca bianca 51 reti in campionato, tra cui le sei reti realizzate nella vittoria del 28 ottobre 1933 dei piemontesi contro la Fiorentina per 7-2, primo giocatore a riuscire nell'impresa, record in seguito eguagliato solo da Omar Sívori; è il massimo "bomber" dei piemontesi in Serie A. Passa quindi alla Lazio per la somma di 250.000 lire.
Con la Lazio il "Silvio nazionale" rimane per nove stagioni: diviene per due volte capocannoniere della Serie A, nei campionati 1936-1937 e 1942-1943, inoltre mette a segno 149 reti totali con la maglia delle Aquile. Al periodo biancoceleste sono legati i suoi successi in maglia azzurra. Ai Mondiali di Francia nel 1938 realizza il gol della vittoria nei tempi supplementari contro la Norvegia negli ottavi di finale, poi una doppietta fondamentale contro i padroni di casa nei quarti e infine altri due gol nella finalissima contro l'Ungheria diventando Campione del mondo. Nel 1939 a San Siro contro l'Inghilterra segnò nella ripresa il gol del vantaggio italiano, anticipando il portiere con una rovesciata. Ci furono però grandi polemiche poiché il gol fu in realtà realizzato di pugno...
Nonostante la sua carriera lunga e di successo, coronata dalla vittoria di un campionato del mondo, Piola non vinse mai uno scudetto!

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