Sette guitar riffs dal 2000 al 2010

Sarà l'onda lunga del grunge, ma il rock di questi anni, nelle sue espressioni migliori, è un po' come quei diamanti grezzi: ridotto all'osso, sporco, e durissimo.

Creata il 15 maggio 2013 - 16:56

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gimoretti

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7 Sette guitar riffs dal 2000 al 2010

“Blue Orchid” – White Stripes, 2005

La cosa bella del suono dei White Stripes è che sembra che il basso, che manca, in realtà ci sia: merito del tono della chitarra e degli altri accorgimenti (come il whammy pedal) di Jack White. Il video (questo) fu votato fra i venti più paurosi di tutti i tempi: forse per quel finale con il cavallo che s’impenna, un attimo prima che tutto finisca, sulla donna distesa per terra… per inciso, si tratta della modella-cantante Karen Elson, che di lì a poco sarebbe diventata la signora White.

6 Sette guitar riffs dal 2000 al 2010

“Show me how to live” – Audioslave, 2002

Gli Audioslave sono un po’ la versione moderna di quei supergruppi che andavano tanto 30/35 anni prima: Tom Morello alla lead guitar dai Rage against the Machine, Chris Cornell dei Soundgarden alla voce e alla rythm guitar più gli altri. Morello alla chitarra è una garanzia, e infatti il riff è bello tosto, interrotto da un intermezzo in cui fa un arpeggio veloce (il tremolo picking), unendolo all’effetto del wah pedal. Anche Cornell usa un espediente, ad un certo punto della canzone, per ottenere un tremolìo analogo: si picchia la gola con la mano mentre cambia tonalità…

5 Sette guitar riffs dal 2000 al 2010

“I believe in a thing called love” – the Darkness, 2003

Justin Hawkins sembra uno risputato dal passato nel presente, con quel fisico alla Peter Frampton e quelle mise glam-rock. A questo aggiungete il falsetto che fa tanto fine ’70… però il riff c’è. E infatti il pezzo ha fatto incetta di riconoscimenti, tra cui quello di essere eletto n.1 delle “Greatest Rock songs of the noughties”, cioè delle canzoni rock del decennio…

4 Sette guitar riffs dal 2000 al 2010

“Are you gonna be my girl” – Jet, 2003

Se questo riff vi sembra di averlo già sentito, non siete i soli ad avere avuto quest’impressione: al fatto che molti lo paragonassero a “Lust for life” degli Stooges di Iggy Pop (anche per la battuta delle percussioni), la band australiana replicava che in realtà era più vicino a pezzi Motown quali "I'm Ready For Love" di Martha And The Vandellas e "You Can't Hurry Love" delle Supremes di Diana Ross… misteri della composizione musicale. Fatto sta che il pezzo ha in breve scalato le charts, raggiungendo anche il n. 3 di quella dedicata alle Modern Rock Tracks…

3 Sette guitar riffs dal 2000 al 2010

“I bet you look good on the dancefloor” – Arctic Monkeys, 2005

Quattro ragazzini di Sheffield (nel 2005 avevano 19 anni), con un passato (!) di cover band degli Strokes piazzano questo e altri tre singoli in testa alle charts alla loro prima uscita. Sarà un successo mondiale, con l’album che vende più di un milione di copie in 8 giorni. Garage rock delle origini, duro e puro, sincero come solo un teen ager sa essere. E Alex Turner è il leader più timido al mondo.

2 Sette guitar riffs dal 2000 al 2010

“I got mine” – Black Keys, 2008

Tanta musica in cantine e piccoli club, per il duo indie composto da Dan Auerbach (voce e chitarra) e Patrick Carney (batteria) prima del successo. I due vengono da Akron, Ohio (stessa città dei Devo e di Chrissie Hinde), e si conoscono da bambini…Molti li paragonano ai White Stripes, perché sono due, chitarra e batteria, origini del Midwest, e bluesy sound. In effetti il pezzo è uno dei migliori del rock degli utili venti anni, per intensità e purezza.

1 Sette guitar riffs dal 2000 al 2010

“Seven Nation Army” – White Stripes, 2003

Il riff più popolare degli stadi (non solo italiani, non solo di calcio), è un gran riff, come un riff dovrebbe essere: semplice al limite dell’elementarietà, ipnotico, duro, paragonabile solo a quello mitico di “Smoke on the water”.
Sembra suonato da un basso, in realtà (il basso negli Stripes non esisteva) è una semi-acustica (una Kay Hollowbody in stile anni ’50) a cui Jack White aggiunge l’effetto di un pedale DigiTech Whammy.

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