I più bei borghi della Campania

In Campania ai classici borghi dell'interno, arroccati sui cocuzzoli montuosi, si aggiungono quelli sul mare, spesso su panorami mozzafiato...

Creata il 26 maggio 2013 - 02:49

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7 I più bei borghi della Campania

Cerreto Sannita (Benevento)

Feudo della famiglia dei Sanframondo dal 1151 al 1460, nel 1483 divenne possedimento dei Carafa di Maddaloni che eressero Cerreto Sannita "Civitas totius superioris state metropolis" (città capoluogo della contea superiore). Nel XVII secolo divenne sede dei vescovi della Diocesi Telesina che nel 1986 è diventata Diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant'Agata de' Goti.
Il comune, conosciuto per la secolare arte della ceramica, possiede un centro storico strutturato su di un impianto regolare essendo stato interamente ricostruito su progetto di Giovanni Battista Manni e dietro volontà del conte Marzio Carafa dopo che il terremoto del 5 giugno 1688 rase al suolo l'abitato precedente (Cerreto antica).
Da vedere la Chiesa Cattedrale, edificata fra il 1689 e il 1736, la Collegiata di San Martino Vescovo, costruita nel 1544, poi ricostruita su progetto di Giovanni Battista Manni fra il 1689 ed il 1733; la settecentesca Chiesa di San Gennaro Vescovo, caratterizzata dall'alta cupola a gradoni rivestita da embrici maiolicati gialli e verdi e dalla candida facciata in pietra locale: l'interno, a pianta ellittica, è sede del museo civico di arte sacra che raccoglie pregevoli reperti artistici di soggetto religioso tra i quali spicca un reliquiario-calendario cesellato. Poi la chiesa di San Rocco, l’ex Monastero delle Clarisse, il famoso Ponte di Annibale e tanti altri monumenti…

6 I più bei borghi della Campania

Atrani (Salerno)

Stretta tra il monte Civita ad est ed il monte Aureo ad ovest, Atrani si estende lungo la valle del fiume Dragone, cosiddetto perché la leggenda vuole che ivi si nascondesse un terribile drago che sputava fuoco.
Per la bellezza dei vicoletti, degli archi, dei cortili, delle piazzette, delle caratteristiche “scalinatelle”, delle abitazioni poste l'una sull'altra, Atrani è stato più volte adoperato come set cinematografico per film e spot pubblicitari. A soli 700 metri da Amalfi, è tra i pochi paesi della Costiera Amalfitana a conservare intatto il suo antico carattere di piccolo borgo di pescatori.
Le prime case si affacciano direttamente sulla spiaggia, per poi raccogliersi intorno alla piazzetta con la chiesa del San Salvatore e la fontana di pietra, salgono, infine, verso la valle e si arrampicano lungo le pendici rocciose della collina, attraversate dai giardini e dalle coltivazioni di limoni. Isolata dal traffico automobilistico, protetta dalle sue antiche case dai balconi fioriti, la piazzetta di Atrani accede direttamente alla spiaggia ed al mare, attraverso l'antico passaggio creato per mettere in salvo le barche dalle mareggiate.
Vero e proprio centro vitale del paesino è la piazza, luogo di incontri e di intrattenimenti. La Spiaggia Piccola, adorna delle barche e delle reti dei pescatori in bassa stagione, diventa, in versione estiva, ritrovo di giovani di tutte le nazionalità.
Da vedere sono la Chiesa di San Salvatore de' Birecto, la Chiesa dell'Immacolata, la duecentesca Collegiata di Santa Maria Maddalena Penitente, la Chiesa di San Michele Arcangelo; poi la quattrocentesca Torre dello Ziro, legata alla incredibile vicenda di Giovanna la Pazza, che ispirò The duchess of Amalfi di John Febster e El Mayordomo de la Duquesa de Amalfi di Felipe Lope de Vega,
la seicentesca Chiesa della Madonna del Carmine, la Chiesa di Santa Maria del Bando, la Grotta dei Santi.

5 I più bei borghi della Campania

Castellabate (Salerno)

Castellabate era una zona abitata fin dall'epoca preistorica, come testimoniano i reperti in pietra rinvenuti ad Alano, San Marco e in località Sant'Antonio.
Sul territorio nel corso dei secoli si sono succeduti gli Enotri, I Greci, i Romani, i Goti, i Longobardi, i Normanni.
L'abitato medievale sorge su colle Sant'Angelo e conta cinque accessi: porta "Cavalieri" e porta "di Mare", dal lato mare; porta "la Chiazza" e porta "Sant'Eustachio" dalle campagne; porta "de li Bovi" dal retroterra. L'accesso principale è dal "Belvedere di San Costabile",una terrazza a picco sul mare con vista panoramica del golfo di Salerno, di Capri e Ischia.
Il paese si sviluppa intorno alle mura del "Castello dell'abate", che fu fondato nel 1123 dall'abate Costabile e completato dal suo successore Simeone, con lo scopo di proteggere la popolazione dagli attacchi dei Saraceni. La fortezza è dotata di mura perimetrali con quattro torri angolari a pianta rotonda e cela all'interno abitazioni, forni, cisterne e magazzini per le provviste. Sono accessibili i sotterranei, che, secondo alcune leggende, raggiungono le frazioni marine per poter permettere la fuga in caso di invasione. La struttura, completamente restaurata, è diventata un punto di riferimento per manifestazioni artistiche, culturali e sociali.
Il borgo è caratterizzato dall'intreccio di vicoletti in pietra viva e stretti passaggi al di sotto delle casette comunicanti. Tra queste si collocano i vari palazzi gentilizi del Settecento, che appartengono a famiglie facoltose del luogo o della nobiltà salernitana e napoletana. I principali sono: palazzo Perrotti (del XVII secolo, conserva intatta la stanza di Gioacchino Murat), palazzo Matarazzo (uno dei più grandi e antichi del borgo con i suoi due artistici portali aragonesi e lo stemma di famiglia dipinto su una volta), palazzo Antico, palazzo Jaquinto, palazzo Forziati, palazzo Meriglia, palazzo Verrone, palazzo Gammarano e palazzo Comenale.
Ma la vera agorà del borgo medievale è la piazza 10 ottobre 1123, con vista panoramica sulla valle dell'Annunziata.
Il mare e la costa di Castellabate sono dal 1972 sotto tutela biologica marina per preservarne il patrimonio naturale e ambientale, e rappresentano uno dei primi esempi di parco marino in Italia.

4 I più bei borghi della Campania

Cusano Mutri (Benevento)

Cusano Mutri è la sannita Cossa, onde Cosano, distrutta dai Romani unitamente a Telesia.
Il nome, che significherebbe coppa, ne indicherebbe anche la configurazione topografica da cui deriverebbe il primitivo simbolo ideografico "Q" che rappresentava la cerchia dei monti con la gola di Lavello, unico sbocco.
Agli inizi dell'VIII secolo vi si insediarono alcuni benedettini, mentre nelle campagne sorsero più di una dozzina di nuclei abitati. Il comprensorio, sicuro perché facilmente difendibile, rappresentava un rifugio per le popolazioni limitrofe angustiate dalle incursioni saracene.
Il punto di svolta si verificò con la monarchia normanna che dette inizio ad una fase di inurbamento che toccò il suo culmine nel secoli XV e XVI. Si ebbe l'espansione dell'abitato, come tuttora si conserva.
L'economia locale si basava soprattutto sulla pastorizia e sull'industria della lana. La decadenza iniziò nella seconda metà dei settecento
Il centro storico di Cusano Mutri, tipicamente medievale, conserva ancora tutto il suo fascino originario caratterizzato dalle strette stradine, dai portici e dalle case con portali e finestre in pietra lavorata. La porta di mezzo, costituita da un semplice un architrave in pietra, si erge sulla scalinata di via vicinato lungo ed un tempo divideva il paese medievale dalla parte dell'abitato di espansione quattrocentesca.
In piazza Lago sono ancora visibili i ruderi del castello, distrutto da un'insurrezione popolare nel XVIII secolo. Poco distante è il palazzo Santagata, convento degli agostiniani sino al 1997 ed oggi in restauro per essere adibito a museo.
Da vedere anche la chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, la chiesa di San Nicola, quella di San Giovanni Battista.

3 I più bei borghi della Campania

Sant'Agata dei Goti (Benevento)

La cittadella storica si erge su una propaggine tufacea tra il Martorano e il Riello, due affluenti del fiume Isclero, che formano uno spettacolare incrocio di profondissimi valloni.
La pianta del centro storico è a semicerchio e misura 1 km in lunghezza, con diametro diretto da sud a nord. Sant'Agata si distende alle falde del monte Taburno delle cui sorgenti si alimenta il bellissimo acquedotto carolino, architettato da Luigi Vanvitelli, che, prima di giungere alle fontane della Reggia di Caserta, attraversa tutto il territorio comunale.
Fu nel corso del VI secolo che la città fu intitolata alla santa catanese. Si deve invece alla famiglia francese dei De Goth, alla quale Roberto d'Angiò concesse il feudo di Sant'Agata nel 1300, il "de' Goti".
Sant'Agata de' Goti sorge sul territorio dell'antica città caudina di Saticula, citata da Tito Livio prima e da Virgilio poi nell'Eneide. Necropoli sannite sono infatti venute alla luce nella zona nord
L’attuale centro storico di Sant'Agata era sicuramente abitato ai tempi dei Longobardi.
Nel 1506 Sant'Agata diviene possedimento dei Della Ratta, e infine nel 1696 dei Carafa, conti di Cerreto Sannita che la tennero sino all'abolizione del feudalesimo avvenuta nel 1806.
Sede vescovile fino al 1986, ha avuto tra i suoi vescovi Sant'Alfonso Maria de' Liguori, e Felice Peretti, poi Papa con il nome di Sisto V.
Da vedere, la Cattedrale dell’Assunta, fondata nel 970, rifatta nel XII ed ancora nel XVIII secolo: conserva pregevoli opere artistiche ed una cripta romanica dove gli archi poggiano su fini capitelli lavorati. Poi, la chiesa di Sant'Angelo in Munculanis, la chiesa dell'Annunziata, la chiesa di San Mennato, la chiesa di San Francesco, il portale di Palazzo San Francesco, la Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli.

2 I più bei borghi della Campania

Amalfi (Salerno)

Dal 1997, la Costiera amalfitana, che prende nome da Amalfi, è stata dichiarata dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità.
La sua fondazione viene fatta risalire ai Romani (il suo stemma reca la scritta Descendit ex patribus romanorum). A partire dal IX secolo, prima (in ordine cronologico) fra le repubbliche marinare, rivaleggiò con Pisa, Venezia e Genova per il controllo del Mar Mediterraneo.
Il Codice Marittimo di Amalfi, meglio noto col nome di Tavole amalfitane, ebbe una grande influenza fino al XVII secolo.
Amalfi raggiunse il proprio massimo splendore nell'XI secolo, dopodiché iniziò una rapida decadenza: nel 1131 fu conquistata dai Normanni e nel 1135 e 1137 saccheggiata dai pisani. Nel 1343, poi, una tempesta con conseguente maremoto distrusse gran parte della città.
Il più celebre monumento di Amalfi è certamente il Duomo in stile arabo-siciliano ed attualmente dedicato a Sant'Andrea, patrono della città.
L’edificio risulta dalla sovrapposizione di varie chiese di varie epoche, dalla prima chiesa paleocristiana risalente al VI secolo d.C., (che originariamnete era un tempio pagano romano) fino alla chiesa attuale, del IX secolo d.C..
ad essa furono fatte aggiunte successive in epoca medievale e barocca (come il Campanile; l'altare di Sant'Andrea, con due statue del Bernini.
Per tradizione, ogni anno un equipaggio di vogatori amalfitani partecipa alla Regata delle Antiche Repubbliche Marinare, sfidando gli armi delle città di Genova, Pisa e Venezia.
Pare che i navigatori amalfitani siano stati tra i primi ad usare la bussola, ed il nome corretto del probabile inventore della bussola sarebbe Giovanni Gioia (e non Flavio, che fu solo lo storico che per primo riportò tale notizia)
Particolarmente fiorente nella storia della città, e tuttora viva solo in due cartiere residue sulle molte presenti ed ormai in rovina, è l'industria cartaria, legata alla produzione della pregiata carta di Amalfi. In città infatti è possibile visitare il Museo della Carta di Amalfi.

1 I più bei borghi della Campania

Positano (Salerno)

Grazie al clima mite ed alla bellezza del paesaggio, Positano è stato un luogo di villeggiatura sin dall'epoca dell'Impero Romano, come attestano il rinvenimento di una villa e ulteriori rinvenimenti recentissimi.
Tipiche le tantissime "scalinate" che dall'alto del paese giungono in basso, alla spiaggia. Le spiagge principali sono la Spiaggia Grande e quella di Fornillo, entrambe raggiungibili a piedi; le altre sono La Porta, Arienzo e San Pietro Laurito, tutte raggiungibili principalmente via mare.
L'età medioevale vide la costruzione di numerose torri per l'avvistamento dei Saraceni, autori di numerose incursioni e razzie ai danni della popolazione locale. La prima torre si trova in Punta Campanella, dove termina la Costiera Amalfitana ed inizia quella Sorrentina. Da lì, avvistati gli arabi, si lanciava il primo segnale, un colpo di cannone, e da questo poi il tam tam si spostava alla seconda, alla terza e poi così via, percorrendo Positano e tutta la Costiera Amalfitana. In questo modo i Positanesi potevano rifugiarsi sulle ripide alture (così sono state create le frazioni di Montepertuso e Nocelle), e contrattaccare gli assalitori.
La leggenda narra che, tanti anni fa, all'incirca nel XII secolo d.C., una nave che trasportava un quadro della Madonna, stesse solcando quelle acque, dinanzi ad un paesino. C'era bonaccia ed il veliero non riusciva in nessun modo a riprendere il mare, quando i marinai udirono una voce che diceva "Posa posa", ovvero "Fermatevi lì". La voce pareva provenire dal quadro della Vergine Maria. Così si avvicinarono alla riva. I positanesi, che da questo evento diedero il nome al paese, presero il quadro della Vergine e lo portarono nella Chiesa di S. Vito, Santo Protettore di Positano. La lasciarono lì, ma al mattino questo era sparito: fu ritrovato vicino al mare, su di un albero di "mortella". Fu così allora che i positanesi iniziarono in quel punto la costruzione della nuova chiesa dedicata, appunto, a Maria Assunta, festeggiata con ogni onore il 15 agosto di ogni anno.

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