La metropolitana nel cinema: un luogo della mente.

Ma la metro esiste quando tutti sono andati via?

Una metropolitana é, all'origine, una specie di amnesia della città. Un black-out dello spostamento. T'infili in un buco e rispunti da un altro. Tutto quello che c'é in mezzo é come se non esistesse. E ogni percorso, da un buco all'altro, é uguale.
Poi, con il tempo, l'uso, anche la metro ha iniziato a sviluppare una sua identità di luogo, dei suoi caratteri, delle sue atmosfere. Infine, una vera e propria serie di rappresentazioni ricorrenti e codificate, che insieme costituiscono un intero immaginario. Che il cinema ha ripreso e alimentato.
Eccone sette.

Creata il 16 giugno 2014 - 15:07

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giancarlo

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7 La metropolitana nel cinema: un luogo della mente.

Un lupo mannaro americano a Londra (1981)

La metropolitana é piena di mostri.

Un mostro che si rispetti si nasconde, e quale posto é migliore di questo? Nel mondo sviscerato da google street view, la metro é il bosco delle favole, quello dove era meglio non restare da soli, meno che mai perdersi.
Un bosco artificiale e per sottrazione, in negativo, il frutto di un futuro già fattosi antico. E perciò ritornato misterioso.

6 La metropolitana nel cinema: un luogo della mente.

Il dittatore dello stato libero di Bananas (1971)

Nella metropolitana vige la legge del più forte.

Nella metro l’enorme apparato di regole che vige di sopra, basato su elementi solo apparentemente banali come “distanza tra le persone”, “spazio aperto”, “numero di persone”, è in un equilibrio sottilissimo.
Qui, dove le distanze si azzerano e lo spazio si chiude, quelle regole sono in costante pericolo, e solo la brevità della convivenza evita a (qualche) uomo di ritornare animale.

5 La metropolitana nel cinema: un luogo della mente.

Darkness (2002)

La metropolitana fa paura.

Forse perché é sottoterra, nel buio, che é il luogo dei morti. In un luogo(?) che non ci appartiene, come il profondo del mare.
E infatti ogni viaggio, ogni spostamento é un'apnea che andrebbe conclusa il prima possibile, prima che sia troppo tardi.

4 La metropolitana nel cinema: un luogo della mente.

Risky business (1983)

Nella metropolitana si può sognare e/di fare l'amore.

Quello stesso buio che ci mette paura, ci induce a sognare. Lasciando la luce esterna, si perde il riferimento del tempo, e si entra in uno stato di sospensione. E in questo tempo sospeso, é più facile pensare, leggere, sognare.
O magari fare davvero certe cose e pensare di averlo sognato.

3 La metropolitana nel cinema: un luogo della mente.

Shame (2011)

Nella metro puoi incontrare l'amore. E perderlo.

Come il tempo, si sospende anche la nostra vita "di sopra". Per la durata di un viaggio, si entra in una terra di nessuno, dove l’immaginazione permette di pensare nuove relazioni, e ricombinarsi come molecole in un nuovo composto.
Per la durata di un viaggio ci si può aprire. E poi richiudere.

2 La metropolitana nel cinema: un luogo della mente.

Cuore sacro (2005)

Nella metro si può cambiare vita.

Perchè prendere o perdere un treno può significare molto. Ma anche perchè se la vita di sopra viene sospesa, potrebbe esserci qualcuno che voglia farlo per un tempo maggiore di una semplice corsa.
Di smettere I suoi ruoli come dei panni.

1 La metropolitana nel cinema: un luogo della mente.

I guerrieri della notte (1979)

Nelle metropolitane s'incontra il diverso.

Le metropolitane sono degli acceleratori nucleari dell'umanità, dove persone diversissime si scontrano secondo sconosciute leggi di probabilità.
Un concentrato del viaggio secondo Calvino, dove ognuno é posto davanti ad un altro potenziale sé stesso, se avesse preso altre strade, in altre circostanze, eccetera.

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