I migliori giornali quotidiani italiani

indipendentemente dal colore politico, ecco la classifica dei migliori giornali quotidiani italiani secondo me!

Creata il 27 aprile 2013 - 10:56

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7 I migliori giornali quotidiani italiani

L'Unità

I primi numeri de l'Unità - Quotidiano degli operai e dei contadini sono stampati a Milano, su una proposta di Antonio Gramsci fatta il 12 settembre 1923 al Comitato Esecutivo del Partito Comunista d'Italia. Il giornale ha una tiratura media di 20.000 copie e giunge alle 34.000 copie nelle settimane successive al delitto Matteotti. L'8 novembre 1925 la distribuzione del giornale è sospesa dal Prefetto di Milano assieme all'organo del Partito Socialista Italiano, L'Avanti. Il giorno dopo il fallito attentato a Mussolini (31 ottobre 1926) il giornale viene soppresso.
Il 1º gennaio 1927 esce il primo numero dell'edizione clandestina del giornale, che viene pubblicato a Torino, Milano, Roma e in Francia ad intervalli irregolari. Il 1º luglio 1942 l'Unità ritorna in Italia, seppure in clandestinità. La diffusione clandestina de l'Unità prosegue per tutta la seconda guerra mondiale e con l'arrivo degli alleati dal 6 giugno 1944 riprende a Roma la pubblicazione ufficiale del giornale...

6 I migliori giornali quotidiani italiani

Il Foglio

Fondato da Giuliano Ferrara, di stile austero (foliazione limitata a quattro pagine, impaginazione fitta, nessuna fotografia ma solo disegni), il giornale prende il nome dalla sua veste editoriale: esce infatti in un unico foglio, in formato "lenzuolo" (broadsheet).
Dentro il foglio c'è un inserto, di solito di quattro pagine, con approfondimenti. Le pagine dell'inserto sono indicate con numeri romani, mentre quelle del giornale portano impressi i numeri arabi. Il sabato l'inserto può arrivare a 16 pagine, tra cui rubriche di libri e recensioni cinematografiche.
Nonostante la sua vicinanza al centrodestra, Il Foglio è stato talvolta in contrasto con le posizioni della sua area politica di riferimento, tanto che il direttore Ferrara ha sostenuto nel 1999 la candidatura di Massimo D'Alema alla Presidenza della Repubblica, con il quale ha condiviso la pluriennale esperienza politica nel PCI. Prima delle elezioni politiche del 2006 è stato fatto un censimento all'interno del giornale per scoprire quali fossero i partiti di riferimento della redazione: il risultato è stato trasversale (Forza Italia, Rosa nel Pugno e Rifondazione Comunista sono stati i più votati).

5 I migliori giornali quotidiani italiani

Il Mattino

Il Mattino è un quotidiano fondato a Napoli nel marzo 1892 da Edoardo Scarfoglio e Matilde Serao. Negli anni ha mantenuto il primato di primo quotidiano della Campania per numero di copie e diffusione tra i lettori. L'orientamento del giornale, in passato definito come centrista, ne ha favorito la diffusione soprattutto presso gli ambienti democristiani. Oggi la linea è indipendente e fa de Il Mattino una voce autorevole e primo punto di riferimento nell'informazione del Mezzogiorno essendo, secondo i dati Audipress 2011, con 975.000 lettori, il quotidiano d'informazione più letto dell'Italia meridionale ed il sesto (dopo il Corriere della Sera, la Repubblica, La Stampa, Il Messaggero ed Il Sole 24 ore) più letto dell'intero paese. Il Mattino ha vissuto il suo periodo d'oro negli anni ottanta, durante i quali la Società Sportiva Calcio Napoli, trascinata da Diego Armando Maradona, vinse il campionato italiano di calcio due volte, nel 1987 e nel 1990. In quel periodo raggiunse il record di tiratura, pari a 180.000 copie.
Attualmente, la vendita media giornaliera è di circa 82.000 copie. Negli ultimi anni il giornale ha però subito una perdita netta di oltre 30.000 copie vendute, anche a causa della comparsa sul mercato di altri quotidiani che si occupano in maniera approfondita di Napoli e della Campania, da Cronache di Napoli a Il Denaro, da Napolipiù a Metropolis per restare nella sola provincia di Napoli, oltre ovviamente al Corriere del Mezzogiorno e alla versiona partenopea di la Repubblica. Il 23 luglio 2009, dopo sette anni, Mario Orfeo lascia la direzione del giornale per passare a quella del Tg2, e in seguito quella del Il Messaggero e del Tg1. Dal 5 agosto 2009 al 10 dicembre 2012 l'incarico è di direttore è stato affidato a Virman Cusenza, che di fatto da vicedirettore viene promosso a direttore della testata. Il 10 dicembre 2012 con il passaggio di Cusenza alla direzione de Il Messaggero verrà nominato Alessandro Barbano come nuovo direttore del giornale partenopeo.

4 I migliori giornali quotidiani italiani

La Stampa

La Stampa fu fondata a Torino il 9 febbraio 1867 con il nome di Gazzetta Piemontese dal giornalista e romanziere Vittorio Bersezio. Il motto del giornale era «Frangar non flectar» ("Mi spezzerò ma non mi piegherò") e il prezzo era di 5 centesimi di lire. Nei primi anni di vita il giornale uscì dalla tipografia Casimiro Favale, in via Dora Grossa, ebbe una tiratura di 7-8000 copie e due edizioni giornaliere, mattutina e pomeridiana. Nel 1880 la «Gazzetta Piemontese» fu acquistata dal deputato liberale Luigi Roux, che ne assunse anche la direzione. Tra i collaboratori del giornale spiccano i nomi dei deputati Silvio Spaventa e Ruggiero Bonghi. Nel 1894 divenne comproprietario l'imprenditore e giornalista Alfredo Frassati, che affiancò Roux nella direzione. Da condirettore decise di rilanciare il giornale. La testata fu modificata in La Stampa Gazzetta piemontese, mentre motto e prezzo restarono immutati. In pochi anni la tiratura de La Stampa salì a 50.000 copie. Nel 1900 Roux cedette la proprietà della testata: due terzi a Frassati e un terzo al finanziere E. Pollone. Frassati assunse così la carica di direttore e poté scegliere in autonomia la linea editoriale. Impresse una linea politica di sostegno a Giovanni Giolitti, di cui divenne uno dei maggiori sostenitori. Il 20 maggio 1915 le copie raggiunsero il record di trecentomila. In occasione dell'entrata dell'Italia nella Prima guerra mondiale mantenne una posizione neutrale. Nel 1920 la quota di Pollone fu rilevata dal gruppo finanziario-industriale Agnelli-Gualino. Dopo l'assassinio di Giacomo Matteotti (11 giugno 1924) il quotidiano si schierò su posizioni antimussoliniane. Per aver preso questa posizione, Frassati dovette dimettersi e vendere il giornale. Il 29 settembre 1925 il giornale venne sospeso (fu un avvertimento del regime). Quandò tornò in edicola, il 3 novembre, Frassati non era più alla direzione. Il 9 novembre 1925 Alfredo Frassati rassegnò le dimissioni dal giornale. Nel suo ultimo anno alla guida del quotidiano, La Stampa si era assestata su una tiratura di 176.000 copie. Nel 1926 la FIAT (ovvero la famiglia Agnelli) ne rilevò la proprietà con l'avallo delle autorità fasciste.

3 I migliori giornali quotidiani italiani

Il fatto quotidiano

Il quotidiano è edito dal 23 settembre 2009. L'uscita del giornale è stata preceduta da una lunga fase preparatoria iniziata il 28 maggio 2009 con l'annuncio del nuovo quotidiano dato sul blog voglioscendere.it da Marco Travaglio. Attraverso il sito internet l'AnteFatto venivano riportati gli aggiornamenti sullo stato del progetto e dal giugno 2009, prima ancora della sua pubblicazione, erano rese note tutte le informazioni per la sottoscrizione degli abbonamenti. Il nome della testata è stato scelto in memoria del giornalista Enzo Biagi, conduttore del programma televisivo Il Fatto, mentre il logo del bambino con il megafono si ispira al quotidiano La Voce, in omaggio al suo fondatore Indro Montanelli. L'editore ha manifestato la volontà di rinunciare ai fondi del finanziamento pubblico per l'editoria e di sovvenzionarsi soltanto con i proventi della pubblicità e delle vendite, e di usufruire solo delle tariffe postali agevolate per i prodotti editoriali sino alla loro abrogazione nell'aprile 2010. Per enfatizzare questo fatto, a partire dal numero 17 (anno 2) di giovedì 21 gennaio 2010, il logo della testata è stato ritoccato aggiungendo in basso la frase in maiuscolo "non riceve alcun finanziamento pubblico". Un articolo di Libero del 7 luglio 2012 ha suggerito la possibilità che il Fatto abbia chiesto un credito di imposta del 10% sulla carta acquistata e utilizzata pari a 162 mila euro al Governo Monti il 13 febbraio 2012, per motivazioni economiche legate ad una diminuzione di lettori ed introiti. La notizia non è stata smentita. Dal 21 febbraio 2010 viene pubblicato, all'interno del numero che esce di domenica, un inserto satirico intitolato Il misfatto.

2 I migliori giornali quotidiani italiani

La Repubblica

Il quotidiano la Repubblica nasce ad opera di Eugenio Scalfari, già direttore del settimanale l'Espresso. Quattro stanze in via Po, 12 a Roma costituiscono la sede. Scalfari ha chiamato con sé alcuni colleghi fidati: Gianni Rocca, caporedattore centrale, poi Giorgio Bocca, Sandro Viola, Mario Pirani, Miriam Mafai, Barbara Spinelli, Natalia Aspesi e Giuseppe Turani. Le vignette satiriche sono affidate alla matita di Giorgio Forattini. Il primo numero del nuovo quotidiano esce in edicola il 14 gennaio 1976. Si presenta al pubblico con un formato tabloid, più piccolo degli altri; è composto di 20 pagine ed esce dal martedì alla domenica. Il quotidiano di Scalfari rinuncia a pubblicare tutte le notizie (mancano infatti lo sport e buona parte della cronaca), per dare ai lettori articoli su cui riflettere. la Repubblica vuole essere un "secondo giornale", con le sole notizie importanti a livello nazionale, per un pubblico che ha già letto i fatti del giorno sull'abituale quotidiano cittadino. Al posto della Terza pagina tradizionale, la cultura è collocata nel paginone centrale.
Nei suoi mesi iniziali, la Repubblica è un giornale molto scritto. Quando la griglia raggiunge un'impostazione standard, la pagina inizia ad essere movimentata con l'aggiunta di illustrazioni, fotografie e disegni. Il grafico, Franco Bevilacqua, inventa i blocchi prefigurati: l'articolo si compone di testo e fotografie insieme. Durante i primi due anni di vita il quotidiano crea il proprio pubblico, ondeggiando tra la sinistra extraparlamentare e il PCI. Nel 1977 Scalfari coglie la novità rappresentata dal movimento giovanile nelle università; la Repubblica lo aggancia e comincia a crescere. Il punto di forza del quotidiano sono i commenti, sempre incisivi e schierati: anche le cronache hanno un taglio politico. Alla schiera dei collaboratori si aggiunge Giampaolo Pansa, proveniente dal Corriere della Sera, che affianca Rocca e Pirani nel ruolo di vicedirettore.

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Corriere della sera

Il Corriere della Sera nacque nel febbraio del 1876 quando Eugenio Torelli Viollier, direttore de La Lombardia, e Riccardo Pavesi, editore della medesima, decisero di fondare un nuovo giornale. Il primo numero venne annunciato dagli strilloni in piazza della Scala domenica 5 marzo 1876, con la data del 5-6 marzo. Per il lancio venne scelta la prima domenica di Quaresima (tradizionalmente quel giorno i giornali milanesi non uscivano). Il Corriere sfruttò quindi l'assenza di concorrenza; però, per non inimicarsi l'ambiente, devolvette in beneficenza il ricavato del primo numero. La foliazione era di quattro pagine, stampate in 15 000 copie. Come sede del nuovo giornale fu scelto un luogo di prestigio, la centralissima Galleria Vittorio Emanuele. I nomi dei giornalisti che lavoravano al Corriere cominciarono ad essere noti: Paolo Bernasconi (inviato a Parigi), Dario Papa, Barattani, Carlo Barbiera, Mantegazza. Fece la sua prima comparsa il medico e criminologo Cesare Lombroso. I collaboratori fissi e saltuari erano circa 150. A partire dal 1888 il Corriere spostò la prima edizione all'alba ed arretrò la seconda edizione al pomeriggio, tradizionalmente letta dai lombardi dopo il lavoro. L'edizione mattutina serviva a far arrivare il giornale nelle regioni più lontane entro il giorno di pubblicazione. Nel 1889 il giornale si trasferì in via Pietro Verri, nel palazzo di Benigno Crespi. Nel 1890 venne inaugurata la terza edizione, diversa e con notizie fresche. Era evidente lo sforzo del Corriere di fornire un prodotto completo al fine di conquistare sempre più larghe fette di mercato. Nel 1896 Torelli Viollier assunse il venticinquenne Luigi Albertini come segretario di redazione, ruolo inesistente all'epoca in Italia e ritagliato su misura: Albertini mostrava già spiccate doti organizzative e conoscenze tecniche[11], mentre non aveva alle spalle una solida carriera giornalistica. Albertini si impose agli occhi dei colleghi per il piglio organizzativo e la capacità decisionale. Doti che espresse anche in occasione delle proteste di maggio del 1898: fu Albertini infatti a decidere di mandare tutto il personale direttamente nelle strade di Milano in cerca di nuove notizie.

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