Le partite più belle della storia dei mondiali di calcio

Quando lo sport diventa leggenda! Queste le partite di calcio indimenticabili della storia dei mondiali secondo Eurosport.

Creata il 19 marzo 2013 - 12:16

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7 Le partite più belle della storia dei mondiali di calcio

Argentina-Inghilterra 2-1, quarti di finale 1986

La coppia formata dalla volpe d'area Gary Lineker e dalla fantasia di Peter Beardsley aveva cominciato a dare i suoi frutti quando l'Inghilterra si presentò allo stadio Azteca per il quarto di finale contro l'Argentina. Ma quel match, se ce ne fosse mai stato bisogno, consacrò definitivamente il genio di Diego Armando Maradona, che dal 20esimo minuto iniziò a seminare il panico nelle difesa avversaria. Peter Shilton viene ripetutamente chiamato in causa nel primo tempo, prima di subire l'atroce beffa in apertura di ripresa: su un pallone alto, il portiere inglese esce a braccia tese per ribattere di pugni, ma viene incredibilmente anticipato dal piccolo Maradona, e dalla "mano di Dio" che l'arbitro non vede. Il gol più truffaldino della storia fa infuriare gli inglesi, ma galvanizza gli argentini, e 5 minuti dopo Maradona, come a farsi perdonare, inventa un walzer sublime e ipnotico bevendosi tutto il centrocampo e la difesa avversari, per andare a segnare quello che diventerà il gol del secolo. La reazione inglese trova sfogo al 78esimo, quando John Barnes inventa per il 2-1 di Lineker. Un'azione del tutto simile, allo scadere, porta la Nazionale dei tre Leoni a un passo dal pareggio, ma nulla poteva frenare quel giorno l'ispirazione divina del Pibe de oro.

6 Le partite più belle della storia dei mondiali di calcio

Brasile-Olanda 3-2, quarti di finale 1994

l Brasile se la vede, in quella che viene considerata la più bella partita di quella edizione dei mondiali (a dire il vero non entusiasmante), con l'Olanda, che fino a quel momento non ha incantato, ma che dispone tra le sue fila di campioni in grado di fare sempre la differenza. Il Brasile spinge per tutto il primo tempo, senza trovare la via del gol, ma nella ripresa la malefica coppia-gol verdeoro colpisce due volte: prima Romario realizza con un tocca volante su assist di Bebeto, poi quest'utlimo scarta anche il portiere per depositare in rete il 2-0 ed esultare col famoso gesto della culla. Il Brasile, imbottito di interditori, sembra avere la qualificazione in tasca, ma non ha fatto i conti con la straordinaria reazione degli Orange, che accoricano con Bergkamp e trovano il pareggio di Winter sugli sviluppi di un calcio d'angolo. A spezzare i sogni arancioni ci pensa allora l'ex genoano Branco, sostituto dello squalificato Leonardo, con una delle sue terrificanti e proverbiali fucilate di mezzo esterno su punizione, che lascia di sasso Ed de Goeij, colpevole peraltro di aver piazzato in modo pessimo la barriera. I carioca volano così a Pasadena, dove si sbarazzano in semifinale della Svezia per poi superare in finale, grazie ai rigori, l'italia di Sacchi, e conquistare il loro quarto titolo.

5 Le partite più belle della storia dei mondiali di calcio

Italia - Brasile 3-2, seconda fase a gruppi del 1982

Parli di triplette, ed ecco che spunta Paolo Rossi, rapido e letale come un vero animale da area di rigore. Una tripletta mondiale, la sua, che non arrivò in finale (dove Pablito si sarebbe limitato ad aprire le danze, per poi lasciare spazio all'urlo di Tardelli e alla flemma di Altobelli), ma che marchiò a fuoco la vera impresa della Nazionale di Bearzot, e spianò la strada al terzo Mondiale azzurro, il primo dell'epoca moderna. Dopo il disastroso girone di Vigo, le polemiche e il conseguente silenzio stampa, gli azzurri sembravano aver già compiuto l'impresa superando l'Argentina di Maradona. Il Brasile, quel Brasile di Zico, Falcao, Socrates, Toninho Cerezo che per molti rimane uno dei più belli della storia, sembrava davvero di un altro pianeta. E invece... invece un Mondiale si può vincere contrapponendo al futebol bailado dei verde-oro una delle più perfette ed efficaci ricette di difesa e contropiede della storia. Con una difesa arcigna, ben esemplificata dal volto di guerriero di Gentile, un centrocampo di corsa e sostanza, un brasiliano di Nettuno di nome Bruno Conti a caracollare sulla fascia, e un attaccante implacabile capace di trasformare in oro ogni minima occasione. Colpo di testa al minuto 5 per l'1-0, ma dopo 7 minuti Socrates ha già fatto 1-1. Poco male, perchè al 25esimo Pablito scaraventa in rete dal limite il destro del 2-1. Il Brasile risponde attaccando a testa bassa, ma la trincea azzurra, guidata da quel Signore dell'area che era Gaetano Scirea, resiste fino al 66esimo, quando Falcao trova spazio e fulmina Zoff per il pareggio che vale il passaggio del turno per i sudamericani. "Ok è stato bello sognare, torniamo alla realtà", il pensiero condiviso da 50 milioni di tifosi italiani, tra cui il sottoscritto redattore, allora 11enne, assistito dalla madre con dosi da cavallo di valeriana per reggere l'urto psicologico di quel match. E invece ecco ancora lui, il pablito nazionale, bravo a mettere un diabolico piedino per il 3-2 finale che fa impazzire un'intera nazione.

4 Le partite più belle della storia dei mondiali di calcio

Brasile - Svezia 5-2, finale 1958

La grande Svezia di Hamrin, Gren, Skoglund e capitan Liedholm sogna l’impresa in quella che rimane a oggi l'unica finale mondiale della sua storia. Il sogno prende corpo quando, praticamente al primo affondo, i padroni di casa trovano il vantaggio proprio grazie a Liedholm. Ma è un fuoco di paglia, perché quell'edizione era destinata a vedere nascere, dopo la delusione del 1950, il mito del grande Brasile, e la stella del più grande campione nella storia del calcio, Maradona (e Messi) permettendo: Edson Arantes Do Nascimento, per gli amici Pelé, all'epoca diciassettenne. Il pareggio e il gol del 2-1 arrivano grazie a due gol fotocopia, con quel genio di Garrincha in versione assist-man che mette in mezzo due palloni che Vavà deve solo spingere in rete. Poi scocca l'ora di Pelè, che al 55esimo sigla il 3-1 con uno dei suoi gol più famosi: stop di petto, sombrero sul difensore e destro al volo. Zagallo, futuro Ct della nazionale campione nel 1970, realizza il 4-1, e ancora Pelé, dopo il gol svedese di Simensson, chiude col colpo di testa del 5-2 finale. Il Brasile vince così il suo primo titolo mondiale, e da quel giorno ogni volta che si parla di Mondiali di calcio la prima cosa che viene in mente sono 11 uomini con la maglia verdeoro.

3 Le partite più belle della storia dei mondiali di calcio

Inghilterra-Germania Ovest 4-2, finale 1966

Dentro o fuori? La maggioranza oggi dice "fuori", ma ancora ampia è la percentuale, immancabile in ogni sondaggio che si rispetti, dei "non sa/non risponde". Perché a quell'epoca non c'erano i mezzi tecnologici dei nostri giorni, e quel tiro di Hurst all'11esimo minuto del primo tempo supplementare resta ancor oggi l'archetipo del gol fantasma. Fu l'episodio chiave di una finale che si ricorda quasi solo per quel gol-non gol e per le infinite polemiche che ne seguirono, e che coinvolsero soprattutto il guardalinee sovietico Bakharov, accusato dai tedeschi di aver convinto l'arbitro a convalidare il gol per vendicare la sconfitta in semifinale della sua Nazionale proprio contro la Germania. Ma in realtà quella fu una partita bellissima, un'altalena di emozioni in cui il grande Bobby Charlton e i suoi compagni, sostenuti dal caldissimo tifo di Wembely, riuscirono a ribaltare lo svantaggio iniziale di haller, col pareggio di Hurst e il gol a 12 minuti dal termine di Peters. Proprio al 90esimo però la doccia fredda, col gol del 2-2 Webber, propiziato da un presunto fallo di mano, che spalanca la strada ai supplementari, e finisce per regalare a Hurst la gloria. Dopo aver siglato il gol-fantasma, infatti, il centravanti inglese chiuse anche i conti al 120esimo, diventando il primo a finora unico giocatore a siglare una tripletta in una finale mondiale.

2 Le partite più belle della storia dei mondiali di calcio

Francia-Germania 3-3(4-5 ai rigori), semifinale 1982

Per la prima volta nella storia dei Mondiali, una partita si decise ai calci di rigore: a spuntarla fu la Germania Ovest per 5-4, e come spesso accade la lotteria dagli 11 metri premiò la squadra che forse meritava meno, al termine di un'altra partita da cardiopalma assoluto. I tedeschi erano infatti partiti forte, trovando l'1-0 con Littbarski, per poi subire la reazione dei francesi, che trovarono il pareggio nel primo tempo con un rigore di Platini. Nel secondo tempo, entrambe le squadre giocarono senza esclusione di colpi, in uno scontro quasi archetipico tra il football champagne dei transalpini e il gioco tutto grinta e solidità dei tedeschi, male esemplificato dall'episodio più famoso: l'uscita killer del portiere Schumacher, che ruppe tre denti e incrinò un paio di costole a Battiston al limite dell'area e avergli provocato la rottura di due denti e l'incrinatura di un paio di vertebre, prima di provocare gli avversari con esercizi di stretching davanti ai tifosi francesi. Platini e compagni sprecarono diverse occasioni prima del 90esimo, per poi ipotecare la finale nei supplementari portandosi sul 3-1 grazie a Trésor e Giresse. Mai sottovalutare l'orgoglio tedesco, e a ricordarlo quel giorno furono Rummenigge e Fischer (in rovesciata). Il primo a sbagliare dal dischetto fu Stielike, che dopo l'errore dimenticò di essere una roccia e si sciolse in lacrime, prima di assistere insieme ai compagni agli errori di Six e Bossis. Peccato per i tedeschi che ad attenderli in finale ci fosse l'Italia di Bearzot...

1 Le partite più belle della storia dei mondiali di calcio

Italia-Germania Ovest 4-3 (dts), semifinale 1970

Serve aggiungere altro? No. Perché a distanza di 40 anni secchi, quella semifinale Italia-Germania Ovest rimane la partita delle partite, la più bella non solo dei Mondiali, ma forse dell'intera storia del calcio. Un match che un secondo dopo il fischio finale uscì dalla dimensione della cronaca sportiva per entrare in quella della leggenda e diventare "la partita del secolo". Una partita di cui si è scritto di tutto e di più, che ha ispirato libri e film, e che generazioni e generazioni di italiani hanno imparato a memoria. I tedeschi arrivavano da favoriti, dopo aver vinto i 4 match precedenti, compreso quello nei quarti con l'Inghilterra. Gli azzurri invece (come da tradizione, vedi 1982) avevano inizialmente stentato, per poi crescere, fino al 4-1 rifilato al Messico nel turno precedente. Ad agitare la tranquillità della nostra spedizione, e quello del Ct Valcareggi in particolare, c'era poi la furiosa polemica sulla staffetta Mazzola-Rivera, che aveva spaccato in due l'Italia con toni da faida. Ma sul terreno dell'Azteca Riva e compagni partono fortissimo, schiacciando subito gli avversari e passando in vantaggio già all'8' con Boninsegna. Nei seguenti 82 minuti succede molto, con continui rovesciamenti di fronte e tante occasioni, che però non si concretizzano. Si arriva al 90esimo, con la panchina azzurra pronta a festeggiare che viene gelata dalla spaccata del milanista Schnellinger. E allora via ai supplementari più folli di sempre: il grande Muller porta avanti i tedeschi, con i nostri che sembrano esausti. Ma su un errore della difesa tedesca è addirittura Burgnich a fare 2-2, e sei minuti dopo Riva su cross di Domenghini ci riporta in paradiso. Ma il paradiso può attendere perché l'eroico Beckenbauer, con tanto di braccio fasciato al collo, guida i suoi alla riscossa, concretizzata dal nuovo pareggio di Muller, che segna di testa approfittando di una svagatezza di Rivera (coperto di insulti da Albertosi). Già perché nel frattempo c'è stata la fatidica staffetta, e il resto è mito: gli azzurri mettono palla sul dischetto di centrocampo, Rivera corto per De Sisti, che appoggia a Facchetti, che lancia sulla fascia sinistra la travolgente progressione di Boninsegna... cross basso e arretrato ancora per Rivera, che di piattone spiazza il povero Sepp Mayer, fa pace con Albertosi, e regala al calcio italiano l'immagine più famosa della sua storia.

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