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Sette modi notevoli di lasciarsi andare (per un'estetica dell'autodisfacimento)

giancarlo

21 aprile 2014 - 09:11

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In un'epoca in cui invecchiare o solo ingrassare sembrano disgrazie capaci di meritare il pubblico ludibrio, in cui i social network, che solleticano il nostro narcisismo, sembrano indurci a creare un'immagine di noi stessi perfetta quanto finta, ecco che chi va controcorrente, fregandosene di tutto ciò, diventa un piccolo eroe di quest'era di autoidolatría.
Ma alcuni notevoli precursori vi furono, ciascuno a modo suo. Questa ne é una piccola lista.

Ps: vi é una bella differenza tra l'autodisfacimento e l'autodistruzione. Nel primo caso, spesso, si mantiene una consapevolezza (e un coraggio) paradossalmente molto più rari nel secondo.

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Expert’s list #1: i 7 film preferiti di Stanley Kubrick

Nel 1963 Kubrik fece per una giovane rivista americana, “Cinema”, la lista (che rimarrà unica) dei suoi film preferiti. “Cinema” cessò le pubblicazioni nel 1976. Ovvio che dal 1963 in poi il grande regista avrebbe sicuramente rivisto la sua classifica ma, secondo il suo amico fidato Jan Harlan, di sicuro avrebbe conservato “Il posto delle fragole”, “Quarto potere” e “Luci della città”. Probabilmente avrebbe sostituito l’”Enrico V” di Olivier con quello più recente di Branagh. Citando l’amico, Harlan ricorda che per Kubrick Max Ophuls era “il più grande di tutti”, Elia Kazan “senza dubbio il miglior regista americano”, così come ammirava profondamente David Lean, Vittorio de Sica, and François Truffaut.