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La metropolitana nel cinema: un luogo della mente.

giancarlo

16 giugno 2014 - 15:07

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Ma la metro esiste quando tutti sono andati via?

Una metropolitana é, all'origine, una specie di amnesia della città. Un black-out dello spostamento. T'infili in un buco e rispunti da un altro. Tutto quello che c'é in mezzo é come se non esistesse. E ogni percorso, da un buco all'altro, é uguale.
Poi, con il tempo, l'uso, anche la metro ha iniziato a sviluppare una sua identità di luogo, dei suoi caratteri, delle sue atmosfere. Infine, una vera e propria serie di rappresentazioni ricorrenti e codificate, che insieme costituiscono un intero immaginario. Che il cinema ha ripreso e alimentato.
Eccone sette.

Sette modi notevoli di lasciarsi andare (per un'estetica dell'autodisfacimento)

giancarlo

21 aprile 2014 - 09:11

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In un'epoca in cui invecchiare o solo ingrassare sembrano disgrazie capaci di meritare il pubblico ludibrio, in cui i social network, che solleticano il nostro narcisismo, sembrano indurci a creare un'immagine di noi stessi perfetta quanto finta, ecco che chi va controcorrente, fregandosene di tutto ciò, diventa un piccolo eroe di quest'era di autoidolatría.
Ma alcuni notevoli precursori vi furono, ciascuno a modo suo. Questa ne é una piccola lista.

Ps: vi é una bella differenza tra l'autodisfacimento e l'autodistruzione. Nel primo caso, spesso, si mantiene una consapevolezza (e un coraggio) paradossalmente molto più rari nel secondo.

Film e opera: best moments

gimoretti

30 marzo 2014 - 10:27

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Alcuni tra i più bei momenti di opera nei film.
Il cinema mostra sempre una certa riverenza nei confronti della lirica. Così quei momenti spesso sono delle pause dell'azione, attimi che segnano delle svolte, o che inducono a delle riflessioni più profonde. Più banalmente, costituiscono dei meccanismi per trame d'amore, o montaggi in cui il dramma "finto" si alterna ad uno "vero".
Ma sempre, sono momenti che rappresentano il potere della bellezza: l'unica cosa in grado di farci tornare Uomini, e di salvarci.

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Expert’s list #1: i 7 film preferiti di Stanley Kubrick

Nel 1963 Kubrik fece per una giovane rivista americana, “Cinema”, la lista (che rimarrà unica) dei suoi film preferiti. “Cinema” cessò le pubblicazioni nel 1976. Ovvio che dal 1963 in poi il grande regista avrebbe sicuramente rivisto la sua classifica ma, secondo il suo amico fidato Jan Harlan, di sicuro avrebbe conservato “Il posto delle fragole”, “Quarto potere” e “Luci della città”. Probabilmente avrebbe sostituito l’”Enrico V” di Olivier con quello più recente di Branagh. Citando l’amico, Harlan ricorda che per Kubrick Max Ophuls era “il più grande di tutti”, Elia Kazan “senza dubbio il miglior regista americano”, così come ammirava profondamente David Lean, Vittorio de Sica, and François Truffaut.

Le più belle sparizioni del cinema...

gimoretti

6 marzo 2014 - 10:40

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La sparizione è uno dei meccanismi più classici del cinema, di quelli che funzionano sempre, perchè attinge alle paure più recondite, come la perdita, la solitudine... E a un sentimento: quello della nostalgia di ciò che si è perso, o che si poteva avere e non si è avuto.
Perché l'assenza di colui che sparisce ne crea, potentemente, il mito.

Perché «La Grande Bellezza» piace tanto agli stranieri (e lascia perplessi alcuni italiani)?

quore

14 gennaio 2014 - 10:58

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Ecco quello che ha scritto Beppe Severgnini sul Corriere di ieri a proposito della vittoria del Golden Globe del film "La grande bellezza" di Paolo Sorrentino: sono d'accordo!
Aaggiungo per motivi di format qui l'ottava motivazione:
8 - Perché offre un’interpretazione di Roma e dell’Italia. Ma ogni italiano ha la sua, e guai a chi gliela tocca

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Laura Antonelli. 7 scene sexy erotiche tratte da 7 film.

Laura Antonelli (Pola, 28 novembre 1941) ha raggiunto l'apice della popolarità negli anni Settanta e Ottanta lavorando in pellicole erotiche. E' l'emblema della bellezza. Nel corso della lavorazione di Malizia 2000 si sottopone alle cure di un chirurgo estetico, il quale le pratica delle iniezioni di collagene al viso, per nascondere alcuni inestetismi tipici dell'età, ma l'infausto effetto delle iniezioni al viso hanno come risultato quello di deturparne i lineamenti...

Right place at the right time: 7 momenti irripetibili che vorrei aver vissuto.

giancarlo

6 dicembre 2013 - 18:16

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Il posto giusto nel momento giusto: esistono, nella Storia, momenti speciali -quasi come delle particolari congiunzioni astrali- in cui nello stesso luogo si coagulano le migliori espressioni dell'uomo, le menti più geniali, gli eventi più determinanti.

E' come un corto-circuito della cultura, reso possibile da fenomeni che in realtà si sono lungamente e nascostamente sedimentati, per poi esplodere, in tutta la loro vitalità, e virulenza positiva.

La moderna scienza delle reti potrebbe spiegare questi fenomeni attraverso una legge matematica, dimostrando che tutto dipende dal picco di interconnessione che si raggiunge all'interno di un particolare network (ad esempio, quello degli artisti d'avanguardia), stimolato da alcuni "hub" (i personaggi di riferimento... ad esempio, Picasso).

Ma a noi piace pensare che si tratti di pura e semplice magia.

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Miti in moto!

C'è poco da fare: non si è motociclisti per caso.

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I finali di film più sorprendenti

A malincuore ho lasciato fuori alcuni film che rientrerebbero perfettamente in questa lista, come The Others, Codice Genesi, Shutter Island, Fight Club, The Ward. Ma ne ho dovuti scegliere solo 7, dunque questi sono quelli che mi hanno colpito di più! ;) 4°, 5° & 6° posto sono stati davvero difficili da decidere, li avrei messi tutti sulla stessa posizione.... Sconsiglio la visione dei video a chi non ha ancora visto i film, per evitare spoileroni colossali :D

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