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Mani, anime.

giancarlo

10 settembre 2014 - 20:17

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"In realtà le mani hanno generato la ragione umana, hanno prodotto la coscienza umana. " Ernst Fischer

Expert’s List #4: I comandamenti per la scrittura di Henry Miller.

sevenhits

2 luglio 2014 - 19:18

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Nei primi anni 30, mentre stava per pubblicare “Tropico del cancro”, Miller stilò per sé stesso una lista di comandamenti, per darsi una regola nello scrivere.
Ne emerge il senso di uno dei mestieri più faticosi al mondo, fatto di genio e di istinto (pochissimi) e di tanta routine.
Una visione della scrittura come artigianato, nel senso più alto che si possa dare a questa parola.

I comandamenti erano 11, gli altri 4 erano questi:
8.Non fare il cavallo da tiro! Lavora solo se ne hai piacere.
9.Non tener conto del Programma, se così ti va, ma rientraci il giorno dopo. Concentrati. Restringi il campo. Escludi.
10.Dimentica i libri che vorresti scrivere. Pensa solo a quello che stai scrivendo ora.
11.Prima d’ogni altra cosa e sempre, scrivi. Pittura, musica, amici, cinema, tutto questo viene dopo.

Right place at the right time: 7 momenti irripetibili che vorrei aver vissuto.

giancarlo

6 dicembre 2013 - 18:16

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Il posto giusto nel momento giusto: esistono, nella Storia, momenti speciali -quasi come delle particolari congiunzioni astrali- in cui nello stesso luogo si coagulano le migliori espressioni dell'uomo, le menti più geniali, gli eventi più determinanti.

E' come un corto-circuito della cultura, reso possibile da fenomeni che in realtà si sono lungamente e nascostamente sedimentati, per poi esplodere, in tutta la loro vitalità, e virulenza positiva.

La moderna scienza delle reti potrebbe spiegare questi fenomeni attraverso una legge matematica, dimostrando che tutto dipende dal picco di interconnessione che si raggiunge all'interno di un particolare network (ad esempio, quello degli artisti d'avanguardia), stimolato da alcuni "hub" (i personaggi di riferimento... ad esempio, Picasso).

Ma a noi piace pensare che si tratti di pura e semplice magia.

Sette luoghi per "La Grande Bellezza" a Napoli...

giancarlo

3 dicembre 2013 - 14:19

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Questo è un gioco. Ispirato da un gran bel film.
Roma e Napoli sono città molto diverse: ad esempio, a Napoli non è possibile rintracciare un corpo "integro" di memorie, che possa essere fatto risalire ad una sorta di sua epoca d'oro, come nella Roma barocca. La Storia qui si è fatta più frammentata, fluida, a volte accavallandosi e cancellando sé stessa.
Ma per questo il gioco è più divertente.

2 partecipanti a

Sette cose da vedere a Napoli

Non è la mia città, ma ho potuto conoscerla grazie ad un amico. Ed è stata una scoperta, ben al di là della mia immaginazione.

Sette collage d'autore.

lorenza

19 maggio 2013 - 16:21

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I primi ad utilizzare la tecnica del collage furono probabilmente i cubisti, in particolare Braque e Picasso, che sin dall'autunno del 1912 realizzarono i cosiddetti "papiers collés". Subito dopo iniziarono a incollare anche piccoli oggetti, come pacchetti di sigarette, scatole di fiammiferi, carte da gioco.
Si arrivò così ad un polimaterismo, per cui da un lato si ebbe un collage più classico, proprio del Futurismo e dell'Astrattismo di tendenza geometrica, dall'altro una tendenza verso le tre dimensioni (assemblage), maggiormante seguita dai Neodada, nella Pop art e nel Nouveau Realisme.
Ma per alcuni il primo a presentare questa tecnica al pubblico fu John Heartfield, nel 1924, come arma satirica contro il Nazismo. L'altro grande artista satirico George Grosz ricorda nei suoi scritti: «Quando John Heartfield ed io inventammo il fotomontaggio, nel mio studio, alle cinque di una mattinata di maggio nel 1916, nessuno dei due aveva idea delle sue enormi potenzialità, né della strada spinosa ma piena di successo che ci avrebbe aspettato. Come spesso succede nella vita eravamo inciampati in un filone d'oro senza nemmeno accorgercene».
Tra gli altri precursori ricordiamo Raoul Hausmann, Hanna Höch, Paul Citroen, Michael Mejer e altri artisti appatrtenenti a movimenti come Bauhaus, Dada e Surrealismo: Max Ernst, ad esempio, utilizzava per i propri lavori delle incisioni di età vittoriana.
Successivamente fu utilizzato anche dai futuristi italiani, fino ad artisti come Robert Rauschenberg, che ne diede un'interpretazione secondo i contenuti della Pop Art.

Sette collages di Hannah Höch.

lorenza

19 maggio 2013 - 12:23

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Hannah Höch (1889 – 1978) è stata uno dei pionieri del fotomontaggio. Nel 1919 si unì al gruppo berlinese dei Dada, dopo che quattro anni prima aveva incontrato Raoul Hausmann, che già ne faceva parte. Con questi Höch iniziò una lunga e tormentata relazione, ma anche una proficua collaborazione professionale. Fu anche amica di artisti come Mondrian e Schwitters, fra gli altri.
Fu l’unica vera artista dei Dada, dei quali smascherò anche il finto progressismo sessista (si veda il collage "Da-Dandy").
L’emancipazione femminile fu infatti il tema centrale delle sue opere, spesso realizzate usando, paradossalmente, proprio dei ritagli di riviste femminili. Il corpo della donna viene quasi sempre visto (da lei, bisessuale) in forma androgina, mentre il matrimonio viene dipinto come una forma di controllo della donna da parte della società.
Rimane uno dei massimi riferimenti per questa particolare, bellissima tecnica artistica.

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