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La moda del jogging: 7 improbabili tipi di runners.

gimoretti

5 luglio 2015 - 12:02

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Persone che hanno cliccato Hit it!

Avviso: questa é una lista snob, molto snob, di quelle con la puzza sotto il naso. Ma me lo posso permettere, corro da oltre trent’anni, tempi in cui nella mia città rischiavi dalle pernacchie alla vita, per farlo.
Lo so, dovrei essere contento di questa piccola rivoluzione culturale e salutista, che porta tutti, ma proprio tutti, sulle strade.... eppure... é proprio così?

Qualche piccolo consiglio: 1)per correre, bisogna saperlo fare, altrimenti fa più male che bene. 2) respirate a tempo con il passo, parlate poco o punto. 3)per correre bastano le scarpe giuste, e coprirsi bene in funzione del tempo: più trendy sarete, e meno atleti sembrerete.

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7 modi indolori per uccidersi

Ho pensato spesso a un metodo per togliermi la vita in fretta e senza provare alcun dolore... Dopo lunghe riflessioni ho scelto 7 modi per levarmi la vita, provando poco dolore e salvaguardando la mia dignità. Eccoli....

Mani, anime.

giancarlo

10 settembre 2014 - 20:17

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Persone che hanno cliccato Hit it!

"In realtà le mani hanno generato la ragione umana, hanno prodotto la coscienza umana. " Ernst Fischer

Gomorra? E' una tragedia di Shakespeare.

giancarlo

21 luglio 2014 - 17:51

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Persone che hanno cliccato Hit it!

Questo é uno scherzo, nel quale si immagina che il successo di Gomorra, la bellissima serie televisiva, affondi le sue radici nel più alto dei teatri tragici, quello del sommo Bardo.
A dimostrazione di ciò, eccovi sette paralleli su sette temi ricorrenti nell'una e nell'altro, non necessariamente in ordine di importanza.
Questo è uno scherzo, ma mica tanto.

Expert’s List #4: I comandamenti per la scrittura di Henry Miller.

sevenhits

2 luglio 2014 - 19:18

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Nei primi anni 30, mentre stava per pubblicare “Tropico del cancro”, Miller stilò per sé stesso una lista di comandamenti, per darsi una regola nello scrivere.
Ne emerge il senso di uno dei mestieri più faticosi al mondo, fatto di genio e di istinto (pochissimi) e di tanta routine.
Una visione della scrittura come artigianato, nel senso più alto che si possa dare a questa parola.

I comandamenti erano 11, gli altri 4 erano questi:
8.Non fare il cavallo da tiro! Lavora solo se ne hai piacere.
9.Non tener conto del Programma, se così ti va, ma rientraci il giorno dopo. Concentrati. Restringi il campo. Escludi.
10.Dimentica i libri che vorresti scrivere. Pensa solo a quello che stai scrivendo ora.
11.Prima d’ogni altra cosa e sempre, scrivi. Pittura, musica, amici, cinema, tutto questo viene dopo.

Expert’s list #2: i 7 libri preferiti di David Foster Wallace.

sevenhits

1 luglio 2014 - 15:34

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David Foster Wallace è stato, a nostro parere, uno degli ultimi geni. E date le stramberie che di solito accompagnano queste menti particolari, la lista dei suoi libri preferiti non sorprende poi così tanto.
Thriller e killer, e in generale tanti best seller snobbati dalla critica, invadono la lista. Al punto che chi la raccolse, nel 2007, ebbe più d’un sospetto che DWF lo stesse prendendo in giro.
Del resto, in un’altra lista, il nostro aveva inserito l’orazione funebre di Socrate, John Donne, “le cose più brevi” di Keats, Schopenhauer, Il “Trattato” di Wittgenstein, il Joyce di “Ritratto dell’artista da giovane”, “Moby Dick”, “Il grande Gatsby”, Don DeLillo, “The balloon” di Donald Barthelme, Cormac McCarthy, Carver: insomma, cose che ci aspetteremmo di più da un tale scrittore.
Eppure, così facendo, non avremmo inteso a fondo la sua scrittura, che mescola continuamente “alto” e “basso”. Ed il messaggio implicito, per cui non esiste una narrativa inferiore, ma solo inferiori modi di leggere.

Ps: completavano la lista di 10: 8. “Allarme: arriva la “Madama”” (Fuzz), di Ed McBain; 9. Alligator, di Shelley Katz; 10. “Paura senza limite” (The Sum of All Fears), di Tom Clancy

La metropolitana nel cinema: un luogo della mente.

giancarlo

16 giugno 2014 - 15:07

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Ma la metro esiste quando tutti sono andati via?

Una metropolitana é, all'origine, una specie di amnesia della città. Un black-out dello spostamento. T'infili in un buco e rispunti da un altro. Tutto quello che c'é in mezzo é come se non esistesse. E ogni percorso, da un buco all'altro, é uguale.
Poi, con il tempo, l'uso, anche la metro ha iniziato a sviluppare una sua identità di luogo, dei suoi caratteri, delle sue atmosfere. Infine, una vera e propria serie di rappresentazioni ricorrenti e codificate, che insieme costituiscono un intero immaginario. Che il cinema ha ripreso e alimentato.
Eccone sette.

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